La Tiella di Gaeta: un’eredità di mare e terra
C’è un profumo che definisce l’identità di Gaeta più di ogni altro, una fragranza che si sprigiona dai forni storici della città e si fonde con la salsedine del Tirreno. Non è solo una pietanza, ma un autentico baluardo gastronomico: la tiella. Definirla una semplice torta rustica sarebbe riduttivo; essa rappresenta il perfetto equilibrio tra l’ingegno contadino e la ricchezza che il mare ha sempre offerto a questo lembo di costa laziale.
La vera tiella di Gaeta è un’architettura di sapori. Due strati di pasta sottile, preparata con maestria artigianale, racchiudono un ripieno che racconta la storia del territorio: polpi veraci, pomodorini, olive di Gaeta Dop, olio extravergine d’oliva e quel tocco di prezzemolo e aglio che ne eleva il profilo aromatico. È un piatto che non conosce stagioni, capace di conquistare i palati più esigenti con la sua semplicità ricercata.

La Tiella con polpo, pomodoro e olive di Carlo Avallone. Pizzeria del Porto. Gaeta (Lt)
Un’eccellenza che supera i confini locali
Negli ultimi anni, la tiella ha varcato i confini regionali, imponendosi nel panorama dell’alta gastronomia italiana come un simbolo di autenticità. La sua peculiarità risiede nella capacità di mantenere intatta la propria essenza nonostante le innumerevoli varianti, che spaziano dalle versioni con scarole e baccalà fino a quelle con le zucchine o le alici. Ogni variante è un omaggio alla stagionalità e alla qualità delle materie prime.
Gustare una tiella durante un aperitivo, magari al tramonto, mentre lo sguardo si perde tra le sfumature dorate della nostra baia, è un’esperienza sensoriale che trascende il gusto. È un invito a rallentare, ad assaporare il tempo e a celebrare una tradizione che, nonostante il passare dei secoli, continua a scrivere la storia gastronomica di Gaeta con una raffinatezza inalterata.